il mare insegna omero moretti

Misurare il vento

Misurare il vento in maniera precisa è una cosa che per i marinai ha spesso meno importanza di quanto si creda. Il vento o è poco, o va bene, o è troppo – e questo la maggior parte delle volte è la barca a dirtelo. Conoscere la velocità esatta del vento serve, certo, ma un conto è avercelo in poppa e un altro in prua, e poi c’è da considerare quanto mare alza, e un conto è il Mediterraneo e un altro l’oceano – insomma misurare il vento esattamente in nodi o metri al secondo è più che altro una cosa che serve per essere raccontata.

Tant’è vero che anche la scala tradizionale che si utilizza convenzionalmente per misurare il vento, la scala Beaufort, si basa su delle indicazioni empiriche e degli intervalli (tra 11 e 16 nodi, tra 17 e 21 nodi, etc) più che su una misurazione esatta. 

Poi c’è la personalissima “scala di Omero”, che non si esprime in gradi ma in pillole di omero pensiero. Come la scala Beaufort va da 0 a 12, la scala di Omero va dal silenzio della bonaccia al “non te l’ha mica ordinato il dottore” della burrasca.

La scala Beaufort per misurare il vento

Come è naturale aspettarsi, fu un ammiraglio inglese, Sir Francis Beaufort, a codificare la misurazione del vento in una scala con criteri abbastanza precisi da essere universalmente riconosciuti. I gradi iniziali della scala Beaufort erano 12, dalla calma di vento all’uragano, oggi portati a 17 per includere gli uragani di diversa intensità.

Ad ogni grado della scala corrisponde un intervallo di velocità media del vento misurata per convenzione a 10 metri di altezza in un tempo di 10 minuti. Ma la cosa bella della Scala Beaufort è che ad ogni grado corrisponde anche una descrizione degli effetti a terra, sul mare in costa e sul mare al largo, in  modo da suggerire un metodo empirico e veloce per capire la velocità del vento anche in assenza di strumenti di precisione.

Tra i miei preferiti senza dubbio “è difficile usare l’ombrello” per i 25 nodi, e “tutte le imbarcazioni dirigono al porto più vicino” per la burrasca. (Per vedere l’immagine più grande apritela in un’altra finestra cliccando con il tasto destro del mouse)

misurare il vento scala beaufort

Per andare più sul tecnico, è utile questo strumento di conversione della velocità del vento tra le diverse unità di misura: metri al secondo, nodi, scala Beaufort – Conversione unità di misura della velocità del vento

La “scala Omero”

Oltre alla scala Beaufort, Omero ha un modo tutto suo per misurare il vento e soprattutto per comunicarlo a chi è a bordo. A me non serve vedere l’anemometro per capire quanto vento c’è, ne’ guardare il mare o la terra: mi basta sentire le risposte che da’ Omero.

Bonaccia – Silenzio e qualche mugugno

Nella bonaccia Omero, come ogni marinaio che si rispetti, parla poco. Guarda il cielo, aspetta il vento, si bagna la testa per non prendere troppo caldo. E spera che passi in fretta…

10 nodi – “Un alito”

Il comandante parla ancora poco, ma comincia ad essere più socievole…

15 nodi – “Ah, un po’ d’aria”

Qui siamo tutti d’accordo: 15 nodi sono la perfezione…

20 nodi – “Volevi andare a motore?”

Con 20 nodi spesso cominciano i primi dubbi a bordo – è troppo? E di solito la risposta è  “Volevi andare a motore?”.

25 nodi – “Lo mettiamo dove abbiamo messo anche l’altro”

25 nodi è il limite oltre il quale Omero entra nel vivo della sua personalissima scala per misurare il vento, di solito dicendo: “E’ solo un po’ di vento, lo mettiamo dove abbiamo messo anche l’altro”.

30 nodi – “C’è di peggio”

Quando ci sono 30 nodi veri, non di raffica, la situazione è da gestire, ma Omero resta come sempre tranquillo e di solito dice solo “C’è di peggio”, mentre prende un paio di mani alla randa.

35 nodi – “Non è il diavolo”

Questo è il mio personale limite, quello oltre al quale per me il vento è troppo, a prescindere. Per questo quando sento Omero dire la sua frase dei 35 nodi, ovvero “Non è il diavolo”, comincio a prepararmi sul serio.

40 nodi – “Non te l’ha mica ordinato il dottore”

Con i 40 nodi, se proprio bisogna prenderli, di solito si sente la massima più tipica dell’omeropensiero, ovvero “Non te l’ha mica ordinato il dottore”.

Nel video qui sotto navigazione nel canale tra Bequia e Saint Vincent, a metà tra il “lo mettiamo dove abbiamo messo anche l’altro” e il “c’è di peggio” (con 25 nodi e una bella onda formata).

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