imparare a non arrendersi barca a vela

La barca a vela è imparare a non arrendersi

Non conosciamo Gabriele di persona, ci abbiamo parlato su Skype un paio di volte nelle scorse settimane, ma vi possiamo dire che è un ragazzo con una determinazione e una grinta non comuni. E dice che per lui la barca a vela è imparare a non arrendersi.

Gabriele ci ha contattato qualche settimana fa, in pieno lockdown. Stava scrivendo la sua tesina per l’esame di terza media e aveva scelto come argomento la vela: pur avendo solo 13 anni fa vela sui laser da abbastanza tempo per conoscere le basi, le regole di regata, la terminologia. Ma Gabriele va oltre e già sogna l’oceano e una vita sul mare, quindi ha voluto parlare con Omero e fargli mille domande.

Parlando su skype nel silenzio delle serate del lockdown, da una zona tra le più colpite, con le difficoltà della scuola a distanza, Gabriele ci ha portato in pozzetto una ventata di quella passione pura per il vento e per il mare che è davvero importante recuperare adesso, per evitare che tutto resti sepolto sotto una coltre pesante di brutti ricordi.

imparare a non arrendersi didattica a distanza

Con l’entusiasmo della sua età Gabriele ci ha raccontato delle derive, delle scuffiate, del Circolo Velico Ventimigliese dove è iscritto e del perché secondo lui la barca a vela è imparare a non arrendersi. Ha fatto ad Omero domande sulla meteorologia, sulla traversata atlantica, sulle attrezzature di Freya, ma soprattutto sulla scelta di vivere in mare: sul perché e sul come, sui rimpianti, sulle difficoltà. La sua passione va già oltre…

Quando sarà pronto il video dell’intervista e Gabriele avrà passato il suo esame pubblicheremo anche quello, intanto gli facciamo il nostro più grande “in culo alla balena” e pubblichiamo l’introduzione che ha scritto per spiegare ai professori e ai suoi compagni la sua passione per la barca a vela. Una ventata di aria fresca, speriamo anche per voi.

L’introduzione della tesina di Gabriele sulla barca a vela

La barca a vela per me è un’emozione unica. Per me la barca a vela è liberazione, purificazione, scappare dalla prigionia della routine e da ciò che mi circonda e che a volte non capisco e non riesco a decifrare. È essere liberi, poter decidere dove cosa e come fare qualcosa. La libertà di seguire il proprio istinto e la propria sensibilità.

La barca quando sono in mare è la mia casa, la mia vita, il mio essere, tutto quello che ho. E questo mi fa stare bene, mi  fa vivere tranquillo.

Ma la barca a vela quanto ti può far sentire al sicuro tanto più con vento forte e mare mosso ti può far paura. Una volta mi ricordo siamo usciti con una barca e un gommone (dobbiamo sempre essere accompagnati da un gommone per sicurezza), e il mare faceva davvero paura. Talmente tanta paura che volevi scendere, ma non si può scendere dalla barca una volta in mare. Quel giorno mentre stavamo planando sulle onde io ero al trapezio e dovevo pompare per aumentare la velocità: pompavo talmente forte che a un certo punto si è rotto l’albero e mi  sono catapultato dall’altra parte della barca. È stato tanto traumatico quanto bello, e istruttivo.

La prima cosa che si deve imparare quando si inizia andare a vela è cadere e rialzarsi: si passano ore e ore a scuffiare e sapere come tornare in barca è questione di vita o di morte, quindi si cade e si risale, si cade e si risale. Non si può non saper rialzarsi, non esiste arrendersi. Devi scuffiare e  sapere sempre e comunque rialzarti, rialzare la vela. A volte arrivi a terra che sei morto per quante volte hai dovuto rialzare la barca, a volte arrivi a terra che tremi dalla fatica… la vela impregnata d’acqua, alta, pesante da tirare su senza un appoggio, nel mare solo le tue forze e senza la possibilità di  non farcela!

Non esiste arrendersi. Esiste solo riprovarci e riprovarci fino allo sfinimento, fino a quando tremi per la stanchezza. Per un ragazzino come me che cade di continuo, per uno come me che il più delle volte è per terra sfiancato, per la fatica di decifrare un mondo su misura dei non dislessici e dei non ADHD la vela è la palestra ideale dove imparare a non arrendersi.

La vela mi ha insegnato che non ci sono sconfitte ma solo cadute dalle quali ti puoi rialzare, ti devi rialzare“.

imparare a non arrendersi barca a vela

Gabriele a prua

E infine l’elenco delle cose che Gabriele ha capito dalla vela, oltre ad imparare a non arrendersi, elenco che sottoscriviamo in pieno.

La vela insegna tantissime competenze:

  • Correttezza: pur essendo uno sport competitivo non esistono scorrettezze
  • Riciclo: noi ricicliamo tutto, ad esempio come sassola usiamo qualsiasi contenitore
  • Essere una squadra: quando sei sulla stessa barca impari a far fronte unito
  • Darsi da fare: al circolo ognuno ha il suo compito: chi cucina, chi sparecchia, chi apparecchia, chi spazza, chi pulisce i gubbini, chi fa riparazioni di barche o vele rotte etc. etc.
  • Risolvere velocemente problemi o situazioni impreviste
  • Conoscere le regole della natura, del mare del vento
  • Avere rispetto delle cose: ogni barca deve essere sempre tenuta al top perché in mare è la tua vita, quindi va pulita, lavata, vele piegate e dissalate
  • Avere rispetto per la natura, per il mare e per gli esseri che lo abitano
  • Risparmiare acqua: l’acqua è un bene prezioso
  • Non inquinare: il vento è l’energia più pulita che ci sia, non lasciare rifiuti in mare
  • Fai da te: al circolo impariamo a fare piccole riparazioni alle barche, alle vele
  • Ubbidire al comandante ti può salvare la vita
  • Rispettare il proprio ruolo
  • Regole di convivenza: sulla barca si è in due per ore e bisogna andare d’accordo

12 commenti
  1. Mirella
    Mirella dice:

    Io sono la nonna e quando ho letto quello che ha scritto Gabriele mi sono veramente commossa fino alle lacrime. È bello vedere gli insegnamenti che ha tratto dalla vela.

    Rispondi
  2. Loredana
    Loredana dice:

    Caro Gabriele, sei un ragazzo speciale, l’ho sempre detto, e questo tuo lavoro lo dimostra ancora una volta…
    NEVER GIVE UP! è anche la mia parola d’ordine, che mi ha permesso di superare le avversità della vita.. la natura ci insegna, ci forgia, ci rende perseveranti e forti, atti ad affrontare i “venti”, anche i più tumultuosi… tu hai 13 anni ma la determinazione di un adulto.
    Un abbraccio

    Rispondi
  3. Nicola
    Nicola dice:

    Bravo Gabriele
    La tua determinazione si legge nei tuoi occhi e nel tuo modo di fare.
    Continua così per lo sport, per la scuola e per la VITA.
    La porta è stretta la strada è tortuosa ma al traguardo c’è la VITTORIA.

    Rispondi
  4. Miriam
    Miriam dice:

    Gabry, sei talmente forte che quando il mare , come la vita , può essere traumatica , bella e istruttiva , la tua voglia di superare determinati avvenimenti ti danno la grinta giusta per andare avanti senza guardare in faccia a nessuno essendo sempre un esempio per chi ti guarda .

    Rispondi
  5. Lorenzi Roberto
    Lorenzi Roberto dice:

    Gabriele è proprio così. Sempre allegro , disponibile anche se a
    volte un po testardo. La sua passione per la vela e il mare l ho
    notata subito fin dal primo giorno.
    Ho visto una predisposizione alla
    vela naturale e tanta voglia di imparare. Peccato abiti in Lombardia e sia distante dal nostro
    mare. Quest estate gli faremo fare
    allenamenti intensi per prepararlo
    per il campionato italiano l equipe
    (Se verrà effettuato )
    Un buon vento Gabriele.
    A presto.
    Lorenzi Roberto dirig. Circolo Velico Ventimigliese.

    Rispondi
  6. Laura
    Laura dice:

    Io sono la zia Laura di Parigi, che ha avuto il più bel privilegio et la più grande gioia di passare con Gabry la sua prima settimana di vita ! Un bebè meraviglioso, …..oggi un ragazzino di 13 anni con una conoscenza pratica eccezionale e degna di un uomo !

    Caro Gabry, condivido profondamente il tuo pensiero, la tua visione e attitudine di fronte alle difficoltà e alle gioie della vita. Arrendersi é facile, troppo facile ma non rinunciare é la chiave del successo. É solo così che si diventa una persona migliore e speciale. Mi hai commosso caro Gabry ! Mi hai fatto venire voglia di venire in barca con te! Conserva questa bella meditazione et analisi e non permettere mai a nessuno e a niente di farti rinunciare. Bravo Gabriele!

    Rispondi
  7. Sacha Karver
    Sacha Karver dice:

    Dear Gabry, You are such a strong, smart,and loving young man. So wonderful to read your thoughts and to see how much sailing has meant to you. Your thoughts were beautiful. I could imagine sailing and the enjoyment, hard work, and thrill of sailing thru your words. Zak and I are going to miss seeing you sail this summer, but look forward to the future where we can see and maybe even experience it with you.
    Much love,
    Zak and Sacha

    Rispondi
  8. Caterina Lategola
    Caterina Lategola dice:

    Bravissimo Gabriele…sono orgogliosa di te.. aspetto l’adempimento della tua promessa di portarmi a fare un giro in barca…ora so che non avrò paura con te…

    Rispondi
  9. Daniele
    Daniele dice:

    Bravo Grabriele, il racconto che hai potuto raccontare mi è piaciuto moltissimo, la barca a vela mi piace perché esprime amore per il mare.

    Rispondi
  10. Mattia
    Mattia dice:

    Ciao carissimo Gabriele. Abbiamo avuto modo di stare in tua compagnia e in compagnia della tua famiglia un po di tempo fa. Abbiamo notato quanto sei un ragazzo speciale con una famiglia speciale alle spalle. Sei un esempio di determinazione e di grinta. Non tutti hanno queste qualità alla tua età. Continua così. Farai sempre meglio. Soprattutto con una famiglia come la tua che ti supporta e ti appoggia . Un grande abbraccio a tutti voi… A presto..

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *