L’Arcipelago di La Maddalena in barca a vela, storia di una scoperta

La prima volta che mi hanno detto che l’Arcipelago di La Maddalena, in barca a vela soprattutto, era uno dei posti più belli del mondo ero ai Caraibi. Mentre guardavo a bocca aperta il mare delle Grenadine e le palme che sfioravano l’acqua, Ivan, maddalenino conosciuto in mezzo al mare, mi dice “Sì, qui è bello, ma sei mai stata in arcipelago?“. E io onestamente ho pensato che fosse un po’ di sano campanilismo…

Pochi giorni dopo ho conosciuto Omero, e anche lui mi dice “Dei Caraibi si amano l’Aliseo e il caldo a gennaio, ma come l’Arcipelago della Maddalena in barca a vela non c’è un altro posto al mondo“. A quel punto ho cominciato a crederci…

Ho dovuto aspettare ancora diversi mesi per scoprire che Omero e Ivan avevano ragione e conoscere questo paradiso. Mesi passati navigando su e giù per i Caraibi, aiutando Omero in cantiere, cercando di scoprire la mia rotta, aspettando di trovare il mio posto nel mare. Mesi in cui le emozioni scorrevano veloci – stavo cambiando vita, come si dice, passando da New York City alla barca a vela – e avevo la lacrima facile. E forse è per questo che la prima volta che ho visto il tramonto al Porto della Madonna, così come la prima volta che ho visto Lavezzi, ho pianto. Ma ad essere sinceri la stessa cosa, da allora, si ripete ogni anno, quando arrivando in arcipelago comincio a vedere il profilo di Razzoli e del suo faro, o il granito rosa di Budelli. La prima cosa che scopri di queste isole è che la loro bellezza è infinita, ed è una cosa commovente, che non ti stanca mai.

Io ho avuto anche un’altra fortuna, che è stata quella di vivere l’Arcipelago di La Maddalena in barca a vela, e per di più con Omero… Così ho scoperto subito un’altra cosa favolosa di queste isole: il vento. Mentre nel resto del Mediterraneo si va avanti a brezze, qui l’effetto venturi creato dalle Bocche di Bonifacio non fa mancare il ponente – vento che rinfresca, pulisce il cielo, fa brillare i colori del mare. Vento che ci fa fare vela, che gonfia il genoa, che spinge la Freya lungo le isole, vento che è un respiro di vita.

Vento che a volte si fa forte, fischia e alza il mare – le Bocche di Bonifacio sono famose anche per questo – ma qui tra l’Arcipelago e la Corsica i ridossi sono tanti e in un attimo ci si trova in paradiso – riparati dalle isole, all’ancora nei loro colori straordinari. Certo, ci ho messo un po’ ad abituarmi… il primo anno qualche volta guardavo Omero da sotto in su quando ci mettevamo in mare per girare Caprera o raggiungere Bonifacio nelle giornate di ponente fresco, ma adesso non potrei farne a meno.

Il vento e la navigazione ci regalano giornate intense, emozioni, veleggiate fantastiche, e poi le rade ci danno ridossi e ancoraggi sicuri, dove lasciare che la Freya dondoli all’ancora senza pensieri mentre noi scopriamo i fondali trasparenti, cuciniamo, guardiamo le stelle, dormiamo con il fresco del ponente che entra nelle cabine. “Ma in barca non è così dappertutto?” – domanderà qualcuno. La risposta è “non proprio“… Non dappertutto c’è il vento per veleggiare sul serio, non dappertutto ci sono ancoraggi così belli e sicuri, non dappertutto le notti sono tranquille e silenziose.

E per questo, ogni volta che navighiamo da qualche altra parte, il pensiero torna lì, all’Arcipelago di la Maddalena in barca a vela, a quel vento e a quelle isole, che non ci stanchiamo di navigare e di raccontare. Così questo luogo meraviglioso che fino a  qualche anno fa non conoscevo è diventato il mio posto preferito al mondo, quello a cui penso con la nostalgia che si riserva alla casa, quello che condivido prima di tutto con Omero, che lo ama quanto e forse più di me, e con tutte le persone che vengono a bordo per scoprire insieme a noi l’Arcipelago di La Maddalena in barca a vela.

 

È difficilissimo riuscire a trasmettere la bellezza dei luoghi, le atmosfere e le navigazioni in Arcipelago con le foto, o persino con le parole o con i video, ma ci abbiamo provato. Nel video e in questi post trovate un po’ di aneddoti e informazioni, ma soprattutto tutta la nostra passione per queste isole.

Ognuna ha un colore, un profumo, una storia da raccontare: a Razzoli il faro, a Spargi i fortini, a Budelli la spiaggia rosa, a Lavezzi il naufragio della Semillante…  (Anche se le isole corse – Lavezzi, Cavallo, l’Isola Piana – sono parte del parco internazionale delle Bocche di Bonifacio e non dell’Arcipelago di La Maddalena, ve le raccontiamo lo stesso. Perché i confini sembrano sparire in questo tratto di mare: poche miglia le separano, le lingue si somigliano, e la divisione è qualcosa che il mare non conosce…)

 

2 commenti
  1. Anna
    Anna dice:

    Ciao Sara, ciao Omero, sono perfettamente d’accordo con voi. Mi manca l’Arcipelago; sono già due estati che manco da lì e tutto quello che vedo è insipido. Siamo stati anche noi ai Caraibi e proprio sulla Freya, 11 anni fa, bellissimi; Omero poi sei un grande! Ma quando vivi il mare, l’aria e il paesaggio dell’Arcipelago della Maddalena, tutto il resto passa in secondo ordine. Siamo appena tornati dal Mar Rosso, spettacolare! Ma posso dirvi una cosa? Non vedo l’ora di ritornare in Arcipelago!!! E se tutto va bene forse la prossima estate ci riusciremo 🙂 … a presto, spero!

  2. Sara
    Sara dice:

    Anche noi siamo in piena nostalgia… Vi aspettiamo per una bella cena tra vicini di banchina allora 🙂 un abbraccio a tutti!

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