traversata atlantica omero timone

Preparativi

Oggi non è stata una giornata proprio semplice, ne’ a terra ne’ in mare, ma cominciamo con il dire che è tutto a posto. Scrivo solo adesso perché anche le comunicazioni sono state un po’ rallentate (e anche perché mi sono concessa un po’ di svago 🙂 ).

La notte in oceano è passata piuttosto agitata, tra cambi di vento e manovre a prua al buio, ma la Freya continua a correre verso le Azzorre. L’ultima volta che Omero mi ha mandato la posizione, verso le 18 ora italiana, mancavano meno di 800 miglia a Faial, e stavano navigando con 15/20 nodi di vento da Nord. L’onda è calata molto dopo la “sbuffata” dell’altro giorno e l’andatura potrebbe essere definita addirittura comoda… Omero ha scelto di tenere una bolina larga e di mettere la prua a Est, in previsione del vento sostenuto da Sud Est che le carte meteo preannunciano, e che dovrebbe accompagnarli fino alle Azzorre.

È in arrivo una bassa pressione decisamente cazzuta (termine tecnico) e la decisione del bravo marinaio è quella di evitarla, se possibile (fatevi raccontare poi dagli amici velisti le barzellette sul miglior marinaio…, quello ancora più bravo del bravo…). E quindi, visto che sono là in mezzo e non hanno molte alternative, i nostri bravi marinai si preparano, prima di tutto sfruttando questi giorni per macinare più miglia possibile nella direzione giusta, ovvero quella opposta alla depressione. Poi, quando arriverà, sistemeranno tutto in modo che non sbatta e non rompa, ridurranno le vele, e se servirà le toglieranno del tutto.

Ve lo dico non per mettervi ansia, ma perché ancora una volta la vela offre un insegnamento di grande saggezza. Certi mari sono innavigabili, non c’è niente da fare, se non appunto togliere tutto e mettersi alla cappa*. La differenza è che non sempre a terra ce l’abbiamo questa possibilità, non sempre possiamo dire “è troppo, mi metto qui fermo ad aspettare che passi”. Ma sarebbe il caso di introdurla…

* per i non velisti: lasciando da parte le infinite discussione su panna, cappa secca, cappa filante, etc, brevemente mettersi alla cappa significa tenere la barca nella posizione che permetta di ridurre il più possibile il pericolo e i danni in caso di cattivo tempo. A seconda dei casi con le vele predisposte in un certo modo, senza vele, con un’áncora galleggiante, aiutandosi con il motore, etc.

Alle 16 UTC la posizione della Freya è 33°50’N 44°00W, mancano 793 miglia a Faial.


3 commenti
  1. ALESSANDRO
    ALESSANDRO dice:

    Ciao comandante stanotte, nel bel mezzo della notte mi sono svegliato e ti ho urlato
    POGGIAAAAAA.
    P.s.meno male era un sogno(mia moglie mi avrebbe ucciso)

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