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La pressione sale…

La pressione sale in tutti i sensi là in mezzo all’oceano.

Per prima cosa sale quella atmosferica, e non è esattamente un bene perché, se da un lato porta sole e belle giornate, dall’altro porta vento da Est, ovvero dalla direzione sbagliata. Per la legge di Buys-Ballot, applicazione meteorologica degli effetti della forza di Coriolis, il vento nel nostro emisfero spira in senso orario interno ai nuclei di alta pressione (e in senso anti orario intorno ai nuclei di bassa pressione). L’alta pressione posizionata a nord delle Azzorre, quindi, non è amica dei nostri marinai… Dovrebbe spostarsi un po’ più a Sud. Speriamo. Anche Omero dice che tutte queste alte pressioni in giro non sono proprio nella media, e che ci vuole pazienza.

Poi sale anche la pressione degli animi… Tutto a posto, ma Omero mi dice che comincia a vedere nell’equipaggio i primi, inequivocabili segni della bonaccia. Ci si demoralizza un po’ quando si è senza vento in oceano: le aspettative erano ben diverse, le giornate scorrono lente, la prospettiva di una navigazione più lunga è scoraggiante. Omero sa tenere impegnate le ore degli equipaggi – legature, nodi, lezioni di sestante, storie e racconti vari – ma la verità è che quando si affronta una traversata bisogna mettere in conto che le prospettive e le aspettative possono saltare, anzi, sicuramente salteranno. E l’unico rimedio è accettare quello che l’oceano ti da’. Non ci sono alternative… Io personalmente dico sempre “non lo chiamate che poi ne arriva anche troppo”, ma si sa che le donne sono più assennate 😛

L’altro aspetto, quello che il comandante teme di più, è che l’equipaggio si dimentichi di essere in mezzo al mare, che sottostimi l’impegno e il rispetto che si devono a questa grande forza, sempre e comunque. E quindi il comandante fa il comandante… vorrebbe essere uno come gli altri che si gode il cielo azzurro, le onde e il respiro dell’oceano, ma non lo è. E tiene l’equipaggio d’occhio e sotto tiro 🙂

Da stanotte comunque non va male, hanno una decina di nodi di vento da Est, che tende a girare a Sud Est. Tutta la vela fuori e la Freya va avanti a 6/7 nodi, pochi ma meglio di niente. Omero sta scegliendo una rotta che gli permetta di evitare il vento da Nord Est pieno, anche se non è facile. Sono di bolina stretta, ma l’oceano calmo non la rende così tremenda, per ora, e il sole li scalda ancora ben benino.

Alle 14 UTC (le 16 ora italiana) la Freya si trovava a 27°58’N 56°37’W, a circa 1.540 miglia da Faial.


2 commenti
  1. Serena
    Serena dice:

    Dopo l’ultimo racconto e la visione della mapp mi è venuta una strana morsa allo stomaco…stanno bene e hanno un capo di grande esperienza ma alla fine sono in mezzo all’oceano da soli…
    Paolo è partito e non gli ho chiesto molto del viaggio, ora avrei voluto..
    Manda loro un giorno Grande abbraccio e tanta energia… il vento arriverà

    • Sara
      Sara dice:

      Non volevo farti venire la morsa allo stomaco! Ma anche per noi che siamo a casa la traversata è sempre un’esperienza emozionante… Viviamocela per quello che ci fa vedere di insolito, di noi e di quei pazzi che abbiamo per amici/fidanzati/mariti/fratelli/padri… Molte cose sembrano diverse quando sono in mezzo al mare…

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