saint vincent Baleine Falls

Saint Vincent, verde e nera

È Giacomo Casanova a pronunciare queste parole, che mi sono venute in mente qui a Saint Vincent, oggi che ho finalmente trovato un po’ di tempo per scrivere:

“Voglio vivere, per poter scrivere in futuro”. 

“E quando?” domandò Balbi “Quando vuoi metterti a scrivere, Giacomo? Voglio dire, se intendi davvero vedere, ascoltare e fiutare tutto ciò di cui parli… Quando troverai il tempo per metterti a scrivere? Hai ragione, io non so nulla di queste cose. Tuttavia non sono un illetterato, e so per esperienza che ci vuole moltissimo anche per scrivere una semplice lettera. Credevo che la scrittura, il lavoro di un letterato, esigesse un tempo ancora più lungo. Forse addirittura una vita intera”.

“Alla fine” rispose l’altro alzando lo sguardo verso il soffitto, quindi cominciò a muovere silenziosamente le labbra, come se calcolasse qualcosa. “Mi metterò a scrivere alla fine”.

Ecco, anche io ho aspettato un bel po’ per mettermi a scrivere, perché prima ho dovuto vedere, ascoltare e fiutare queste isole. Prima ho dovuto riadattarmi al loro ritmo caldo, lento e indolente. Ritrovare il piacere dei loro paesaggi così diversi dai nostri, delle palme e dei reef. Diventare scura scura per non soffrire più il loro sole tropicale, abituarmi all’odore del polletto alle spezie che si sente avvicinandosi alle coste. Capirai che sforzo, direte voi. E avete anche ragione, ma chi ci conosce sa bene che noi sogniamo sempre il nostro amato Mediterraneo, la nostra cara Sardegna e la bellezza aspra della Corsica. Alla palma ci dobbiamo riabituare, ogni volta.

L’isola che più mi aiuta in questo riabituarmi è Saint Vincent, la “madre” delle Grenadine, così diversa da quello che tutti si aspettano, eppure per me semplicemente meravigliosa. Saint Vincent è nera di sabbia vulcanica e verde di foreste impenetrabili che sembrano un’esplosione di alberi, palme e fiori gettati dal vulcano lungo le proprie pendici. Saint Vincent è l’isola dove meno ci si sente a casa, perché è la più diversa, in tutto – i ragazzi vivono delle mance pagaiando tra le barche, aspettando che il sole scenda un po’, pescando con un filo in acqua o cercando frutta nella foresta. Saint Vincent (qui al nord dove ci fermiamo noi) è disordinata e non cerca in nessun modo di abbellirsi. Saint Vincent è l’isola dove hanno girato il primo dei “Pirati dei Caraibi”, e quelle pareti rocciose a picco sul mare ricoperte di palme e liane sono proprio così come le vedete nel film.

E Saint Vincent è, purtroppo e per fortuna, un’isola che piace a pochi, perché è lontanissima dalle aspettative che molti hanno venendo qui – aspettative di spiagge bianche e cocktail con l’ombrellino. Ci sono anche quelli, ma cominciano subito dopo Saint Vincent, con Mustique, Tobago Cays, Palm Island, PSV. Che sono bellissime, e dove anche noi ci tuffiamo felici di ritrovare il turchese e il blu, ma che non toccano il cuore, almeno il mio, come le palme che sfiorano il mare a Cumberland Bay, la cascata di acqua dolce in mezzo alla foresta del vulcano Soufriere, Joseph l’amico storico di Omero o Frankie, il mio amico di Wallilabou che mi porta il pane fatto da sua mamma (lo devo avvisare su whatsup la sera prima però).

Se passate da queste parti, fermatevi a Saint Vincent – cercate Frankie, prendete un taxi per fare un giro nella foresta, passate una notte in questo posto che ha il potere di scalzare tutte le aspettative, e di far vedere che si può scegliere di vivere aperti, senza pregiudizi, alternando al blu e al bianco anche il verde e il nero. Fermandosi, qualche volta, a scrivere un po’, anche mentre si vive qualcosa – forse è il modo migliore per far passare un’emozione.

ps: Il libro della citazione non c’entra niente con Saint Vincent, ma è uno dei miei preferiti in assoluto. Si intitola “La recita di Bolzano”, ed è di Sandor Marai, straordinario scrittore ungherese.

6 commenti
  1. saverio scattarelli
    saverio scattarelli dice:

    Cara Sara anche per me Saint Vincent è molto affascinante. Di una bellezza non comune. Del resto la sua atmosfera ti ha ispirato per scrivere uno dei tuoi articoli sempre molto belli. Trova il tempo di scrivere. Saverio

    • Sara
      Sara dice:

      Grazie Saverio… prometto di trovarlo. Anche perché è ormai diventato quasi come respirare… 🙂

  2. Paola Stellato
    Paola Stellato dice:

    e così anche per me Sara !! e che meraviglia rivederla almeno in foto dopo tanti anni e vedere che non é cambiata GRAZIE !!! un abbraccio

    • Sara
      Sara dice:

      Ciao cara Paola! Ti mando un grande abbraccio proprio da Saint Vincent, Cumberland Bay. L’unica cosa che è cambiata (dice Omero) è che Joseph ha messo il wi-fi 🙂

  3. Clara
    Clara dice:

    Non ho mai visto i posti che discrivete, posso solo sognarli da lontano. Ognuno naviga a suo modo e cerca la sua rotta. Ogni navigante di mare terra o spazio cerca qualcosa che alla fine È solo la ricerca di se stesso e al dare senso a quello che si fa su questa terra

    • Sara
      Sara dice:

      Cara Clara, come ti ho scritto St. Vincent ti piacerebbe molto, ma hai ragione che tutte le rotte che portano a conoscersi sono buone rotte. Il nostro più caro buon vento 🙂

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