traversata atlantica omero timone

Ma la notte no

Un’altra splendida giornata di navigazione, di quelle che ci ricorderemo a lungo, specialmente noi che non siamo tanto abituati all’oceano. L’aliseo pian piano rinforza, arriva a 25 nodi, monta il mare, l’onda supera i 3 metri e si fa più frequente. La Freya riduce le vele, sale sulle creste al giardinetto e poi si appoggia sul fianco sinistro per surfare l’onda, facendo crescere una spuma bianca e fragorosa lungo le murate, da prua a poppa. Prende velocità, 8 nodi, 9 nodi, 11 nodi, 12 nodi – in coperta il fragore dell’onda e del vento lasciano tutti in silenzio, sottocoperta si sente lo scafo filare come se qualcuno ci trainasse: dritto come un fuso, un sibilo d’acqua, e poi l’onda che finisce, la barca va alla poggia, torna dritta. E ricomincia.

Di giorno le surfate sono una gioia, ma la notte… La notte è più difficile. Omero ha pietà di noi e lascia timonare il decimo uomo, il mitico Giovanni, pilota automatico oceanico. Noi siamo frullati, ma felici. Felici di aver percorso altre 200 miglia nelle ultime 24 ore, felici di sapere la terra sempre più vicina, felici di vedere la Freya volare sulle onde, in un’esperienza di navigazione davvero straordinaria. Negli ultimi quattro giorni siamo andati avanti così, le manovre sono poche – si prendono i terzaroli di sera, si mollano di mattina, si stralla o si quadra un po’ il genoa tangonato – ma questo vento, questo mare, questo navigare hanno una forza che riempie il cuore e i polmoni, e regalano esperienze di vela davvero straordinarie.
Il lato negativo, temo, è che quando scenderemo a terra sembreremo degli orango: barbe lunghe (loro, io no), movimenti goffi e pesanti per cercare sempre un appiglio, bruciati dal sole, abituati a urlare per farci sentire anche nel vento. Ma non è che ci importi molto.

Alle 13 UTC la nostra posizione è 14°17’N 55°39’W, mancano 300 miglia alla Martinica.

4 commenti
  1. Paolo
    Paolo dice:

    Forza ragazzi ci siamo quasi, non mollate…noi sempre con voi sulla Freya fino alla fine, a surfare le onde dell’oceano (magari!). Vi aspettiamo ansiosi a terra anche se barcollanti e goffi. Piano piano la vostra lingua si scioglera’ e spero ci saprete raccontare tutto quello che avete vissuto a bordo. Un abbraccio alla ciurma (in particolare a Matteo) e buon vento! Paolo

  2. Enrico
    Enrico dice:

    Un grande saluto a tutto l’equipaggio e al mio amico Matteo!
    A terra stiamo trepidando per il vostro arrivo, con questo bellissimo diario di bordo che ha accompagnato il vostro incedere nel mare avete fatto sognare e tantissimo fantasticare anche chi di vela non ne capisce niente come me!
    Forza che siete vicini, un abbraccio e a presto!
    Viva il bugliolo! 🙂

  3. Ivan
    Ivan dice:

    Ragazzi ancora qualche miglio e si arriva a Martinica. Sassari vi ha accompagnato fin qui e soffia per portarvi al traguardo di questa splendida avventura. Un saluto a tutto l’equipaggio e un abbraccio ai grandi Massimo e Alex.

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