rada las palmas barche ARC

In rada a Las Palmas

Quest’anno posti solo in piedi, cioè in rada a Las Palmas di Gran Canaria.

A Gran Canaria siamo arrivati ieri pomeriggio, dopo una veleggiata davvero bellissima: le 60 miglia dal sud di Fuerteventura a Las Palmas coperte in poco più di 7 ore, 15/20 nodi di vento al traverso, la Freya che non scendeva sotto gli 8/9 nodi  – un mare un po’ troppo formato per i miei gusti, ma non si può avere tutto…

Siamo arrivati in rada a Las Palmas nel pomeriggio, ma di entrare in marina nemmeno parlarne: dal 1992 ad oggi, Omero dice che è la prima volta che non trova un posto in porto. Poco male, in rada si rolla un po’ ma non si sta affatto male: si è comunque all’interno della diga del porto, ben protetti, e a tiro di dinghy dal marina. Anzi, forse è meglio non essere in banchina… l’affollamento del porto di Las Palmas quest’anno è davvero impressionante: sono moltissime, molte più del solito, le barche iscritte all’ARC, che parte da qui il 20 novembre, e gli ormeggi sono ormai in doppia e tripla fila.

Il colpo d’occhio, arrivando da fuori, è bellissimo: gran pavese issati su una selva di alberi che va avanti praticamente a perdita d’occhio, gente di tutto il mondo che si prepara alla lunga traversata dell’Atlantico a vela, bambini che praticamente a due anni già sanno salire in testa d’albero, colori dappertutto, i ragazzi e le ragazze che cercano un imbarco per traversare, le immancabili birrette al Sailor’s bar (che non è certo fascinoso come Peter’s alle Azzorre, ma ha comunque lo spirito del mare).

Ma c’è anche tanta confusione… e allora in banchina veniamo solo per sbrigare le commissioni strettamente necessarie: comprare pane fresco e frutta, buttare la spazzatura, un giro immancabile in ferramenta, e ovviamente lo struscio per guardare le centinaia di barche all’ormeggio. Moltissime le barche “normali”, tra i 40 e i 50 piedi, attrezzate per lunghe navigazioni ma comunque umane. Molte però anche le barche “disumane”: macchine da guerra attrezzatissime, ipertecnologiche, velocissime – un altro mondo rispetto al nostro navigare. Vedevamo i marinai cambiare le sartie di uno di questi bestioni – dal dynema al tondino – e pensavamo tra di noi che probabilmente le loro sartie pesano meno del nostro tubo dell’acqua…

rada las palmas panorama

E dopo un’oretta di quest’ubriacatura di gente e barche, torniamo volentieri alla Freya che dondola nella rada di Las Palmas. Ha un suo fascino stare all’áncora davanti a una grande città: tutto è attutito, i rumori sono solo un sottofondo lontano, le luci del traffico non sembrano minacciose, hanno anzi un che di rassicurante. Le ultime luci delle città prima di lasciare la terra per tanti giorni…

2 commenti
  1. Anna
    Anna dice:

    Vi seguo come sempre è vi ringrazio perché con i vostri racconti mi sembra di far parte dell’equipaggio della Freya.
    L’augurio di un buon vento è dunque sì per voi, ma anche per me che faccio finta di dimenticarmi che qui non c’è mare, non c’è caldo, non c’è sole e non c’è vela.
    Un caro abbraccio a Sara e Omero da Anna & C. (Hawaa senior)

    • Sara
      Sara dice:

      Grande Anna, il nostro più caro buon vento a te. Siamo molto molto contenti di aiutarti a sognare il mare 🙂 un grande abbraccio dalla Freya
      Ps: Hawaa senior e’ bellissimo 🙂

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