Go West!

E siamo di nuovo in oceano. Le isole di Capo Verde, che abbiamo lasciato stamattina alle 10.30 ora italiana, si vedono ancora a poppa, ma prima di sera saranno sparite, e avremo solo mare intorno.

La rotta per la Martinica è 270°, Ovest pieno, e per adesso la stiamo percorrendo sotto un sole bollente su un mare calmo e lungo, praticamente senza vento. Ma per una mezza giornata può andar bene così, dobbiamo ancora riprenderci dallo shock della terra che, sembrerà banale o strano a chi non ha mai provato la sensazione di starne separato a lungo, crea un sacco di problemi.

Da lontano anche un piccolo contrattempo può sembrare grande, e quando si sentono le famiglie cominciano preoccupazioni, nostalgie, qualche senso di colpa per averle lasciate – insomma, un vero e proprio shock emotivo. E poi la terra genera decine e decine di esigenze: la doccia, il wi-fi, il caffè, le sigarette, la maglietta e chi più ne ha più ne metta (Silvia ho fatto la rima anche io 🙂 ).

Ogni marinaio che si rispetti è ben felice di vedere e toccare terra, sia chiaro, ma è la testa che deve restare in mare, per così dire, per stare bene davvero. E non è facile.

Così noi siamo stati felici di vedere terra ieri, e altrettanto felici di lasciarla questa mattina (anche se a dire la verità, avendo tempo da perdere, si sarebbe potuto aspettare il vento…). Mindelo è stata una sosta piacevole per tutti: l’equipaggio ha chiamato casa, la Freya si è riposata, rimessa in forma e sciacquata dal sale, Omero si è finalmente tolto la curiosità di vedere una delle isole di Capo Verde, dopo averle sfiorate così tante volte negli ultimi 20 e passa anni. Il marina di Mindelo è piccolo, ma tutto sommato efficiente: ci sono pontili galleggianti con i corpi morti o con le boe, il benzinaio, acqua dolce (a pagamento), un piccolissimo negozio di attrezzatura nautica e un bar a cui sono bastate poche ore per diventare, nel nostro immaginario, “il famigerato bar galleggiante”. E’ costruito su una piattaforma flottante bella larga, ma che evidentemente dopo un tot di birre diventa troppo flottante, se in un paio d’ore abbiamo visto tre o quattro omaccioni finire in acqua mancando il dinghy…

Abbiamo anche fatto un veloce giro fuori dal marina, nella piccola main street su cui si affacciano i begli edifici coloniali dell’epoca portoghese: è un susseguirsi di negozietti, signore che vendono frutta e sigarette, traffico disordinato e musica, musica da tutte le parti. Una cittadina molto africana. Ci è sembrata bellissima la parte sud dell’isola, vedendola dal mare questa mattina: coste verdissime e scoscese che ricordano molto quelle di Faial alle Azzorre, e scuri profili vulcanici.

E c’è qualcos altro in comune con le Azzorre: un paio di belle balenottere di 8/9 metri sono appena venute a salutarci, uscendo fuori dall’acqua vicino alla Freya, per un lungo respiro prima di immergersi di nuovo. Se ci emozionano i delfini, vi lascio immaginare le balene… animali maestosi, veri padroni del mare, che lasciano sempre tutti senza parole – me compresa.

Alle ore 15 UTC la nostra posizione è 16°48’N 25°29’W, mancano circa 2040 miglia alla Martinica.

4 commenti
  1. Pier
    Pier dice:

    Grazie per questo vostro diario di viaggio, che ormai per me è diventato un appuntamento quotidiano. Leggerlo mi fa “restare con la testa per mare” in questi giorni freddi di fine autunno, in attesa di poter di nuovo salire in barca. Buon vento

  2. Luigi
    Luigi dice:

    Io son curioso di sapere menu del pranzo e della cena, le quantità di vino e birra ingerite e se state pescando qualche Bonito o lampuga! Buon vento e rimango in trepida attesa del prossimo aggiornamento!

  3. Silvia
    Silvia dice:

    Ora è tempo di esami e io trafelo:
    avrei voluto incrociarvi a Mindelo
    (dove sembra “tudo muito belo”
    e il sole splende alto nel cielo,
    non come a Parigi, dal grigio velo,
    dove si convive con un gran gelo),
    oppure mancarvi solo per un pelo,
    ma ahimè fui tradita dal mio zelo.

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