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Un week end in barca a vela in Liguria: di colori, storie e pirati

Finalmente trovo un po’ di calma per raccontarvi dei nostri week end in barca a vela in Liguria. O meglio, per raccontarvi di quello che ogni volta ci portiamo a casa da queste navigazioni, bellissime anche se troppo brevi. Per raccontarvi cosa c’entrano i colori dei borghi del Golfo dei Poeti con i pirati, e di quanto siano preziose certe piccole scoperte, fatte per caso, ascoltando le storie raccontate in pozzetto…

I colori di un week end in barca a vela in Liguria

Non conoscevo bene questi posti prima di cominciare a frequentarli con Omero, da due anni a questa parte, per i week end in barca a vela in Liguria che facciamo in primavera, e per me sono stati una splendida scoperta. Sapevo che Omero amava Porto Venere, Le Grazie, San Terenzo, le Cinque Terre e gli altri paesi del golfo, perché è qui che ha scoperto la vela ed è cominciata la sua passione per il mare, ma posso aggiungere che sono davvero luoghi bellissimi (e non a caso sono patrimonio Unesco dal 1997).

Anche se ammetto che il mare del levante ligure è molto bello e ricco di sorprese (due settimana fa abbiamo visto una balenottera!), non vi mentirò: per il blu e le sfumature di azzurro preferisco il mare di Sardegna al resto del mondo. Per tutti gli altri colori, però, i borghi del Golfo dei Poeti e delle Cinque Terre rischiano di essere imbattibili…

Sono le case colorate, ciascuna dipinta di un colore diverso e sgargiante, a colpire più di ogni altra cosa quando si arriva dal mare in questi borghi: ogni paese sembra una tavolozza di colori, spennellati sulle montagne e fatti apposta per essere guardati dall’acqua.

Durante l’ultimo week end ho cercato qualche informazione, ho chiesto in giro, e mi hanno detto che i colori delle case liguri, tutti diversi e così nettamente divisi, servivano a definire i confini di proprietà, e ad aiutare i pescatori a riconoscere le proprie case da lontano, quando arrivavano dal mare.

Mi hanno anche fatto notare una cosa che non tutti sanno, è che un’altra delle caratteristiche delle case liguri, oltre ai colori. La presenza di una doppia entrata: una sul versante del mare, l’altra verso i monti. Lo scopo era quello di offrire una via di fuga verso le colline in caso di attacco dal mare. Attacco di pirati, hanno specificato.

Altre scoperte dei week end in barca a vela in Liguria: pirati e scrittori

Che pirati e piratesse siano uno dei miei argomenti preferiti si sa, e allora la curiosità era ormai stuzzicata, e mi sono messa a cercare le storie dei pirati del Golfo dei Poeti, che con un nome così non potevano che essere favolose…

Omero, anche se ovviamente non si ricordava la storia, è stato il primo a darmi un indizio, nominando tra una chiacchiera e l’altra Bacicio do Tin, pirata del Mar Ligure … Ho così scoperto una storia meravigliosa e uno scrittore che vi consiglio, insieme agli altri della libreria del mare, se vi va di leggere qualcosa su questa parte di mondo, allo stesso tempo dura e poetica, in cui abbiamo scelto di vivere.

La storia va così: un appassionato degli eventi del passato, rimasto senza lavoro e con tanto tempo tra le mani, si mette sulle tracce di un personaggio della storia spezzina, Bacicio do Tin (ovvero del Tino, una delle isole davanti a Porto Venere) Corsaro dell’Imperatore e Pirata in Alto Tirreno, si intestardisce nel volerla ricostruire e raccontare, e così facendo racconta se stesso e Bacicio.

Perdenti entrambi, uno accanito nel voler trovare un tesoro che non esiste, l’altro costretto da eventi che non riesce mai a controllare a diventare un corsaro, un pirata e un fuorilegge. Bacicio è un ragazzo goffo, nient’affatto romantico o carico del fascino dell’eroe dei mari, ma è un grande marinaio, e si trova così a fare quello che sa fare meglio: navigare, sul suo sciabecco, Lanpo, terrorizzando chiunque si avvicinasse al Mar Ligure.

Bacicio do Tin è un personaggio che vi sembrerà fin troppo vero, anche se non è mai esistito: tra le fedeli ricostruzioni storiche, con tanto di linguaggi marinareschi e non, i battibecchi con la moglie del caparbio signore che scrive la storia del pirata e l’umanità senza tempo di Bacicio, la differenza con la realtà si fa davvero poca cosa…

Una storia che, vera o no, meritava di essere raccontata, e che Cavanna, l’autore, trasforma in una bella leggenda dei luoghi che ormai sentiamo anche un po’ nostri, con la giusta dose di ironia, la passione per il mare e per le barche che si legge in ogni pagina, e il finale, epico ed emozionante, che consacra Bacicio do Tin ad essere ricordato, non importa se sia esistito o meno.

PS: A me sembra interessante anche la storia dello scrittore, Alberto Cavanna, “costruttore di navi e di storie”, che considero una delle belle scoperte di questi week end in barca a vela in Liguria. “In bottega” fin da piccolo, a imparare a lavorare il legno delle navi dai nonni e dal padre, poi nei cantieri spezzini, da Valdettaro a Riva di Sarnico, come direttore di produzione. Finché lascia, e si dedica a scrivere, di mare, perché è quello che gli piace.

Non voglio semplificare la sua storia di scrittore, che anzi trovo di un’umanità preziosa, ma vi racconto un aneddoto che ho letto e che mi ha fatto sorridere. L’anno dopo l’uscita, Baciccio do Tin si ritrovò in finale per il premio Bancarella, insieme al libro di turno di Bruno Vespa. Cavanna perse per pochissimi voti, e in un’intervista racconta le reazioni del pubblico: “C’è stato un momento di tensione, eravamo testa a testa, poi sono passato in vantaggio e c’è stata un’ovazione della platea, ma il sogno è durato poco”. Bacicio batte Vespa sarebbe stato memorabile!

Qui trovate tutti i suoi libri, che prometto di raccontarvi, prima o poi:

Bacicio do Tin. Corsaro dell’imperatore e pirata in alto Tirreno

Gli altri libri di Alberto Cavanna