Navigazione d’altura dalla Toscana alla Sardegna

In questi giorni senza neppure bisogno di dire niente io e Omero abbiamo pensato la stessa cosa: sarebbero state le giornate ideali per navigare dalla Toscana alla Sardegna, con questo sole e questo bel vento da nord. E invece manca ancora un po’…

Per quanto io ami le isole delle Bocche di Bonifacio, devo ammettere che la tratta di navigazione d’altura dalla Toscana alla Sardegna è una delle mie settimane preferite di tutto l’anno, una settimana di navigazione, scuola vela e vacanza allo stesso tempo, dove c’è tanto da imparare e altrettanto da godere 🙂 Scelta della rotta in base alla meteo, navigazione notturna, passaggi da studiare per le secche e i fondali bassi, ormeggi in porto e ancoraggi in rada, andature di tutti i tipi, e le rade deserte piene di fiori.

È anche una tratta a cui sono molto affezionata perché è quella che ho fatto la prima volta che ho navigato con Omero, due anni fa.

navigazione notturnaC’erano diversi temporali in giro tra la Liguria e la Toscana, e il comandante decise di prendere il vento che davano piuttosto che farcela tutta a motore. La mia prima volta sulla Freya è stata quindi una bellissima navigazione notturna da Portovenere a Capraia, solo con l’olimpico a riva (e nemmeno tutto) prima sotto una pioggia torrenziale e poi sotto una luna piena che mi ha fatto compagnia durante la guardia fino all’alba, mentre il resto dell’equipaggio un po’ frullato riposava, e mentre io ritrovavo gesti del turno di notte: i movimenti, il respiro, gli occhi che si abituano al buio, una lunga meditazione navigante.

 

L’anno scorso invece abbiamo avuto fortuna, e una bella tramontana ci ha spinto da Portovenere per diverse ore: tutta randa e genoa tangonato mentre in pozzetto si prendeva il sole. Il vento ci ha mollato all’altezza dell’Isola di Elba, e abbiamo scelto di fermarci per una passeggiata in paese a Marina di Campo e un po’ di sonno per ripartire all’alba, un’alba meravigliosa sull’arcipelago toscano.

alba in navigazione d'altura toscana sardegna

Che sia dall’Elba o dalla Capraia, la navigazione prosegue a tutta vela fino alla Corsica, per arrivare magari in tempo per un bagno nella splendida baia di Rocca Pina. Senza forzare troppo Omero si ferma di solito per una notte anche a Portovecchio, una piccolissima Parigi arroccata sul mare dove non si può non arrampicarsi per assaggiare le birre corse e perdersi nelle viuzze. Un po’ lungo entrare e uscire dal fiordo ma ne vale davvero la pena. Mollati gli ormeggi da Portovecchio comincia l’alternarsi delle meravigliose baie corse: Palombaggia, Santa Giulia, Rondinara. Se il vento da nord ci accompagna voliamo a farfalla, se invece entra il ponente cominciamo a sentirlo e a stringere la bolina, fino all’arrivo nelle Bocche.

navigazione di bolina

La prima volta che le ho viste le Bocche mi hanno lasciato senza fiato: credo di aver anche versato due lacrime di emozione quando ho visto Lavezzi... Una bellezza senza tempo, assoluta, che sembra un miraggio. La poesia passa un po’ quando per la prima volta ti ritrovi a dare áncora in mezzo ad una selva di scogli affioranti… ma poi ci pensa il tramonto a farla tornare.

Di solito quando arriviamo nel sud della Corsica manca ancora qualche giorno allo sbarco e ci perdiamo tra le isole, navigando nelle Bocche di Bonifacio e godendoci le baie ancora deserte. L’acqua è un po’ fredda, ma è un piccolo prezzo da pagare per vedere la primavera in arcipelago, credetemi…

Quest’anno partiremo l’11 giugno (si capisce che non vediamo l’ora?), se volete venire con noi qui trovate tutte le informazioni sull’imbarco per la tratta di navigazione Toscana – Sardegna.

baia porto massimo la maddalena