Perle di Omero-pensiero

Aprendo la finestra, stamattina, ho visto stormi di uccelli passare
volando: non sono riuscita a fare una foto (dovevo ancora prendere il
caffè…), ma era una visione davvero pacifica. La campagna toscana,
verde e rossa d’autunno, le cime del Casentino spruzzate di bianco sullo
sfondo, e nel silenzio un po’ umido della mattina centinaia e centinaia
di uccelli che passavano formando le loro compagini geometriche e
misteriose. E subito mi è tornato in mente lo spettacolo delle sule
che volano intorno alla Freya nei canali tra le isole alle Grenadine.

Non so se chi è stato a bordo con noi se lo ricorda, ma per me e’ sempre
ipnotico guardarle. Soprattutto quando si risalgono i canali, la Freya
fendendo l’onda con la prua fa saltare fuori i poveri pesci volanti, e
le sule lo sanno benissimo: accompagnano la Freya nella sua corsa, si
tuffano per pescare con una maestria affascinante e sfrecciano radenti
al fiocco, le sartie, le murate in una danza bellissima.

La nostalgia dei Caraibi è salita in un attimo, ma poi mi sono venute
in mente le parole di Omero, l’omero-pensiero sull’apprezzare ogni luogo
in cui ci si trova. Zen inconsapevole (forse), Omero incarna la versione
emiliana, concreta e godereccia, del “qui e ora” orientale, forse un po’
troppo ascetico per il suo modo di essere 🙂
“Quando mi chiedono qual è il posto che preferisco tra tutti quelli dove
navigo non so rispondere” dice “A me piacciono tutti, ognuno mi da’
qualcosa di diverso e di bello. Se quando sono in Sardegna mi metto a
pensare ai Caraibi, come faccio a godermi la Sardegna? Anche adesso che
siamo in cantiere, guarda qua che spettacolo le Alpi Apuane, l’isola del
Tino, il mare che luccica. Era peggio quando stavo chiuso in officina
va là”. 
Non si può dargli torto.

1 commento
  1. Silvia e Daniele
    Silvia e Daniele dice:

    Siete sempre dei grandi… anche se non è facile applicare questa filosofia dietro la scrivania…. a presto. Buon lavoro in cantiere!

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