rotta traversata atlantica in barca a vela ovest est

Traversata atlantica 2015 – Caraibi – Mediterraneo – Diario di bordo 27 aprile 2015

Ore 20 UTC
Giornata tranquilla sulla Freya, soli soletti in mare siamo andati avanti a vela tutto il giorno con una decina di nodi di vento da Sud e una bella onda lunga da Nord che faceva surfare la Freya. Da poco il vento è calato e abbiamo acceso anche un po’ di motore per non ciondolare troppo e procedere.
Omero sta preprarando la mitica pasta all’avocado con la frutta che abbiamo trovato alle Azzorre e quindi sarà anche una buona serata 🙂

La nostra posizione è 37°35’N 021°17’W.
Ci stiamo tenendo alti per restare al margine dell’alta pressione dove il vento ci mollerebbe del tutto.
Mancano 771 miglia a Gibilterra, ne abbiamo percorse 170 nelle 24 ore.Ore 07 UTC
Una notte da metterci la firma, la nostra prima notte in oceano.
Ci siamo trascinati a motore per le prime ore dalla partenza, ma poco dopo cena il vento ha cominciato a girare a Sud, e a rinforzare un po’. Abbiamo spento il motore e con 10 nodi d’aria la Freya già scivolava a 7/8 nodi in un mare calmo e nel silenzio assoluto. Quanto mi mancava! Le ho parlato per gran parte dei miei turni raccontandole tutti i lavoretti che ho intenzione di fare appena arriveremo in cantiere in Toscana, manca da troppo un tocco femminile 😉
Serena e Marco ancora dormono, ma credo che anche loro si siano goduti la loro prima notte in oceano. Hanno avvistato un paio di navi, che non sono mai una bella visione, grosse e veloci come sono, e come da regole della Freya hanno immediatamente svegliato Omero. Sono disciplinati e rilassati, mi sembra un ottimo equipaggio.
Per fortuna oltre alle navi abbiamo fatto altri incontri tra il pomeriggio e la sera. Tre tartarughe, che placide e senza fretta attraversavano l’oceano, alzando la testa al passaggio della Freya e guardandoci un po’ incredule. Sono tra i miei animali preferiti: vanno piano sì, ma nemmeno troppo, perchè conoscono chissà come le correnti e le maree e riescono a farsi portare a destinazione senza troppi problemi – il loro andare è la vera messa in pratica del motto latino “festina lente”, affrettati lentamente. Poi un branco di delfini, che facendo il loro solito casino sono arrivati da poppa, hanno giocato un po’ con la chiglia, e si sono allontanati verso Est. Ho visto anche un animale che non avevo mai visto prima, Omero dice che si chiama Caravella Portoghese e che è molto pericolosa se la si incontra in acqua. E’ una sorta di medusa, il corpo e i filamenti lunghissimi sommersi a pelo d’acqua, mentre fuori dall’acqua si vede quello che sembra un fiore, una corolla larga una ventina di centimetri, bianca e viola, dal profilo ondulato. Ha un che di spettrale in effetti…

Ho appena finito il turno dell’alba, per ora la giornata sembra continuare bene. Ancora 10/12 nodi di vento da Sud, la Freya non scende sotto i 7.5 nodi.
La nostra posizione è 37°41N 023° 23W.
Mancano 871 miglia a Gibilterra.

Sara e Omero

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