Diario di bordo – 2 dicembre 2014

Ore 20 UTC
Collegamento molto breve. In mezzo al tanto rumore ho capito che hanno poca aria, ma la Freya continua a correre, e tra arrembaggi e tigelle hanno fatto 150 miglia anche nelle ultime 24 ore… Bravi!
Omero fa da ponte per una barca che ha perso il collegamento mail, e addirittura prova a guidarli nel recupero del modem. Lui che e’ l’antitecnologia! E ci prende pure! Incredibile.
Spero che si ricordino di guardare il cielo per vedere la stazione orbitante, chissa’…

La Freya si trova a 16°41N  045°32W (vedi mappa).
Mancano 900 miglia alla Martinica.

Ore 14 UTC
Ricevo ancora da Omero (che come dice Antonio sta diventando grafomane):
Stiamo superando la nave di Jack Sparrow!
Questa mattina e’ stata avvistata una nave che poi, avvicinandoci, abbiamo scoperto essere un veliero con la nostra stessa rotta. E’ stato un avvistamento incredibile, e’ come essere tornati indietro di un secolo! La Freya sotto gennaker l’ha superata in un attimo, quasi la volesse abbordare, e proprio ora mi avvisano di un’altra vela, a ore 11, che stiamo raggiungendo. Fuori c’e’ trambusto, stiamo avvicinandoci all’altra barca e scopriamo che e’ un catamarano sotto spinnaker. Praticamente cronaca in diretta.
Oggi ho lasciato spazio a Edoardo e Daniele che hanno fatto le tigelle. Ottime.

Ore 12 UTC
Ricevo da Omero:
Ho passato i saluti a Carlo, che in questo momento ha il turno al timone. Ricambia, pero’ ha chiesto di Carlotta, la figlia, e si e’ stupito della sua mancanza, ha detto che quando torna si arrabbia (Carlotta, io glielo avevo passato il tuo messaggio, devi avere pazienza.. sono uomini 😉 ndr.).
Sulla Freya tutto a posto, i turni sono tutti regolari e nessuno per il momento marca visita. Il pericolo comincia ora… durante il giorno il sole comincia a martellare, molti sono a torso nudo e il pericolo di un colpo di sole e’ sempre presente. Il morale e’ alto e ormai si e’ instaurato quel bel sistema cameratesco di un equipaggio pronto allo scherzo ma anche pronto ad aiutarsi in caso di bisogno.  
Il sistema di turni che ho ideato funziona bene: durante le ore notturne piu’ pesanti, dalle due alle cinque, invece che tre ore se ne fanno due, cosi’ lo scatto di un’ora fa in modo che i turni non cadano sempre alla stessa ora, poi sfalsando le persone ognuno ha almeno per tre ore la cabina disponibile tutta per se’. I turni di corvee’ in cucina sono a cabina, ogni giorno una cabina diversa. La corvee’ in cucina comporta il lavaggio delle stoviglie e il riassetto, mentre i pasti li cucino sempre io. Una cucina semplice fatta con molta verdura fresca che grazie all’esperienza riesco a conservare per molti giorni. Si’, qualcuno ha problemi con le verdure e qualcun altro con la frutta, ma c’e sempre un’alternativa (pane, salame e formaggio). Alla sera qualcosa di caldo, una pasta o un passato di verdura, ogni tanto si pesca e alla domenica un pezzo di carne arrosto con patate. La difficolta’ nel cucinare e’ sempre grande, soprattutto quando si procede a vela con mare formato, cosi’ come la difficolta’ nel lavare le stoviglie: piu’ ce ne sono e piu’ chi e’ di corvee’ rischia di sentirsi male in condizioni difficili… 

La nostra posizione e’ 17°04N  044°29W (vedi mappa).
Mancano 968 miglia alla Martinica. 

Ore 9.30 UTC
Omero mi chiama mentre in oceano e’ l’alba. E’ ancora rosa, dice, sta diventando gialla adesso. Li’ a Bologna com’e’?, mi chiede. Sorvoliamo….
Sono a 980 miglia dalla Martinica (ma quanto cammina la Freya?!). Passa un groppo poco distante, a prua, ma li sta schivando, avranno tempo di fare colazione con calma. A bordo tutto bene, il morale e’ alto.
Omero non dice nulla, come tutti i marinai e’ un po’ avverso alle previsioni che non siano quelle meteorologiche, ma a bordo stara’ cominciando il toto-arrivo… Provo a farmi dire qualcosa cosi’ mettiamo su un banco scommesse.

Gli amici a volte mi chiedono se non mi annoio in mare, navigando. Li guardo, e penso alle giornate in mare. 
Anche li’ c’e’ la routine. Turni di timone e di guardia, pranzo, corvee’, un riposino, cena. Poi pero’ passano i delfini, le balene, i pesci volanti. Bisogna manovrare, stare in guardia, c’e’ qualcosa da aggiustare, o magari da fare il pane. Passa un’altra barca, dove va, chi c’e’ a bordo? Ci sara’ qualcuno intorno, da qualche parte, di notte? C’e’ da perdersi a pensare da dove arrivano e dove vanno gli uccelli che ogni tanto, in mezzo al nulla, ti volano accanto e ti guardano. C’e’ da rimanere ore a guardare le onde che brillano d’argento sottovento e vanno a finire in chissa’ quale spiaggia del Brasile. In pozzetto si parla e ci si confronta, e’ uno straordinario punto di osservazione della natura intorno a noi, e di quella dentro di noi. Poi ogni tanto, quando le condizioni lo consentono, puoi metterti da parte. Andare a prua, o sederti sui passavanti (sempre sopravento!), e li’ restare incantato dal respiro potentissimo di quel mare, sentire la barca che e’ tutt’uno con te, provare, per un attimo, a pensare, e a sentire, che sei un puntino sospinto dal vento in mezzo ad un mare che ti sembra infinito, e invece e’ solo uno dei mari di uno dei pianeti di una delle galassie che si muovono costantemente intorno ad un vuoto che nemmeno riusciamo a concepire. Molte cose scompaiono, tutto assume un altro significato.
E rispondo solo “no, non ci si annoia mai”.

2 commenti
  1. Anonimo
    Anonimo dice:

    Preppiiii sono Carlotta<3…tutto bene?…ti diverti con 30 nodi eh ahah…ci manchi tantooo e me soprattutto :(…sono anche saltate 2 luci in casa così quando torni hai da lavorare Ahhahahah…
    Un saluto a tutti!!!
    Ps.Ti amo tanto preppi mi manchi…sei il migliore<3

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