Viaggiare lenti, non solo a vela

Tratto dal libro di Gaia de Pascale, Slow Travel:

“Per questo nei nostri movimenti dovremmo sostituire di tanto in tanto all’immagine della retta quella del cerchio, lasciare l’auto nel parcheggio dell’albergo e perlustrare i dintorni del luogo prescelto per il nostro girovagare piano piano, consumando il territorio a zone, gustandone gradatamente i dettagli. E’ questa la teoria dei cosiddetti “cerchi concentrici”, quella secondo la quale non è necessario spostarsi seguendo sempre una linea rigida come se le strade fossero frecce che indicano un’unica direzione uguale per tutti e i viaggiatori individui eternamente in fuga, animati dalla sola volontà di non voltarsi indietro, di lasciarsi ogni cosa alle spalle; piuttosto, gironzolare esplorando progressivamente zone sempre più ampie senza mai perdere di vista il centro, la fonte da cui tutto ha avuto origine, quella in cui tutto finirà. Fare in modo che ogni andata assomigli a un ritorno, fino a far diventare l’esperienza del viaggio qualcosa di veramente nostro, qualcosa da consumare lentamente, per gradi, in lenti processi di avvicinamento: questa è la conoscenza.”

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