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Le Bocche di Bonifacio in barca a vela

Sara mi ha chiesto di scrivere qualcosa sulla navigazione nelle Bocche di Bonifacio in barca a vela.

Che cosa posso dire se non che da oltre vent’anni le ho scelte come mio mare preferito? Che sono uno dei pochi tratti di mare nel Mediterraneo dove si è praticamente sicuri di fare vela? Che hanno uno dei mari più belli del mondo? Sembro esagerato, lo so, e forse un po’ lo sono, perché amo le Bocche e le loro isole davvero tanto, ma sono convinto che se conoscerete le Bocche di Bonifacio in barca a vela ve ne innamorerete anche voi, l’ho già visto succedere molte volte.

Le Bocche di Bonifacio in barca a vela: Maestrale e Grecale

Il vento è il primo motivo per amarle, e non potrebbe essere altrimenti per me. Le Bocche sono il mare tra due isole, e il vento è il padrone: lo si vede nel paesaggio, nei colori purissimi, nelle rocce modellate, nella macchia bassa che si arrampica sulle pietre, lo si sente nell’aria e nei profumi. E invece proprio per il vento le Bocche hanno una brutta fama… certo è vero che a volte sale all’improvviso e bisogna essere capaci di gestirlo – tra rocce e scogli affioranti, corrente e onda la navigazione si fa complessa, soprattutto, come è evidente, se si deve risalirlo. Ma è una bella navigazione, impegnativa ma breve ed esaltante, e solo molto di rado mi è successo di non riuscire ad arrivare dove mi ero prefissato – anche perché oggi, con la meteorologia a portata di mano in qualsiasi momento, non è poi così difficile pianificare.

E poi la natura pensa a tutto, e dove ha messo il vento ha messo anche i migliori posti che dal vento proteggono. Le isole e loro ridossi sono un altro dei motivi per cui, al di là della loro brutta nomea, le Bocche di Bonifacio sono un ottimo posto per fare vela: a poche miglia di distanza l’una dall’altra ci sono baie splendide che offrono riparo da qualsiasi vento e ancoraggi sicuri – anche se soffia forte, basta una breve navigazione per arrivare in paradiso.

I ridossi dal Maestrale sono quelli che si frequentano di più, e quindi anche i più conosciuti: Budelli, La Maddalena, Santa Manza, Rondinara e, conoscendo bene, anche Lavezzi. A volte quando il Maestrale si prolunga per più giorni – cinque invece dei classici tre – mi ridosso al versante est della Corsica: il Maestrale arriva sì, ma niente onda, e si può andare avanti per giorni risalendo con il vento al traverso, di baia in baia, prima che ci siano le condizioni per scendere di nuovo verso le Bocche e navigare verso Bonifacio.

Con il Grecale, il vento di nord est che a volte non è meno impetuoso del Maestrale, si trova riparo nei versanti occidentali delle isole dell’arcipelago, meno “battuti” ma assolutamente non meno affascinanti – due su tutti la meravigliosa Razzoli  e il magico Porto della Madonna.

In tanti anni ho affrontato le Bocche di Bonifacio in tutte le condizioni, dalla bonaccia al vento forte, a volte nell’arco della stessa settimana. E in effetti  a molti di quelli che mi chiedono della traversata atlantica e delle navigazioni d’altura per “imparare ad andare in barca”, io rispondo che ad andare a vela si impara qui, nelle Bocche. Mani di terzaroli, andature diverse, ancoraggi, ormeggi, scelta dei ridossi, studio delle carte – in una semplice settimana nelle Bocche di Bonifacio in barca a vela si fa vela davvero.

Le Bocche di Bonifacio in barca a vela, non solo vento: la bella Bonifacio e uno dei mari più spettacolari del mondo

 La bella Bonifacio…  ancora un altro motivo per amare questo tratto di mare: è uno dei porti più suggestivi del Mediterraneo, con il suo ingresso nascosto nel fiordo, le lunghe falesie bianche, i locali con la musica dal vivo e la città vecchia da visitare. Nelle giornate di vento da Nord Est arrivare a Bonifacio è una passeggiata al lasco, ma con il Ponente non sempre è così  semplice: soprattutto quando il vento è molto da nord ovest l’onda secca di prua frena la barca e per evitarla navigo molto sotto costa alla Corsica facendo numerosi bordi.

Solo un paio di volte, in tanti anni, mi sono “arreso” alle Bocche e ho deciso che avanti non si poteva andare: troppa fatica per l’equipaggio e per la barca, freddo e mal di mare in agguato, rischio di arrivare molto tardi. Poco male, si gira la prua e ci si ridosso all’Isola Piana o a Lavezzi, per riprovare il giorno dopo. Ma quando si riesce a conquistarsi le Bocche a vela, le emozioni per l’equipaggio sono sempre forti. E lo sono anche per me, anche dopo tanto tempo, perché regalano la più bella navigazione del Mediterraneo.

Ma le Bocche e le loro isole sono una delle massime bellezze del Mediterraneo anche sott’acqua. Lo dico senza avere molti dubbi: io non ho visto tanto nella mia vita, ma sento dire anche da chi ha viaggiato molto che questo è uno dei mari più belli del mondo, e di sicuro non ha nulla da invidiare al mar dei Caraibi. L’istituzione delle riserve marine e dei parchi sui due versanti, francese e italiano, ha fatto molto negli anni per tutelare i fondali, e i risultati si vedono: soprattutto a Lavezzi sembra di nuotare in un acquario, tra saraghi reali, salpe, occhiate, polpi e a volte addirittura cernie. A Cavallo è facile vedere le grandi pinne nobilis, a Razzoli si trovano piccole baie nascoste tra le rocce con paesaggi sottomarini spettacolari, e i colori che regala il mare di Budelli sono talmente straordinari da lasciare senza parole anche noi che li vediamo ogni settimana.

Sarà anche una fatica conquistarsi le Bocche di Bonifacio in barca a vela (anche se io dico che lavorare in miniera è peggio), ma la loro bellezza ripaga, sempre.

– Omero